COMITATO REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
FEDERAZIONE ITALIANA DI ATLETICA LEGGERA

Quante squadre italiane vanno in Europa League e perché è importante? 

La UEFA Europa League è la seconda competizione per club più prestigiosa organizzata dalla UEFA e dal 2009 ha raccolto l’eredità della storica Coppa UEFA, diventando un torneo di altissimo livello tecnico e commerciale, con format e accessi regolati in coordinamento con Champions League e Conference League. L’interesse dei tifosi italiani è costante: ogni stagione ci si chiede quante squadre italiane vanno in Europa League dalla Serie A e tramite la Coppa Italia, con regole che si sono evolute nel tempo in funzione del ranking UEFA e dei cambi di formato. Capire chi va in Europa League quante squadre italiane Serie A oggi, e come cambierà con il nuovo format, è fondamentale per interpretare le lotte in classifica e il valore della Coppa Italia nell’ecosistema delle coppe. 

Storia ed evoluzione dei criteri di qualificazione in Europa League (e Coppa UEFA) 

La storia dei criteri di qualificazione alla UEFA Europa League (erede della Coppa UEFA) è un continuo equilibrio tra merito sportivo domestico, distribuzione dei posti per federazione e riforme regolamentari introdotte per mantenere alto il livello competitivo e l’appeal commerciale del torneo, con particolare attenzione a quante squadre italiane vanno in Europa League in ciascuna era. Dalla fase originaria, quando l’accesso era calibrato in base ai piazzamenti nei campionati e alle coppe nazionali, si è passati a un sistema sempre più strutturato che lega il numero di partecipanti di ogni paese ai risultati pluriennali misurati dai coefficienti UEFA e alla “lista d’accesso” ufficiale, ridisegnata a più riprese per integrare nuove federazioni e nuove formule. La fusione nel 1999 con la Coppa delle Coppe e l’inclusione dei campioni nazionali e delle perdenti dei preliminari di Champions hanno progressivamente ampliato e differenziato i percorsi di ingresso, fino al rebranding del 2009 in Europa League e alle riforme più recenti che hanno rimodulato qualificazioni e fase principale per rendere la competizione più equilibrata e riconoscibile nel calendario europeo. 

Le origini della Coppa UEFA (anni ’70): primi posti e criteri iniziali 

La Coppa UEFA nasce nel 1971 come successore della Coppa delle Fiere, ampliando progressivamente il bacino di partecipanti e legando il numero di posti per federazione alle performance storiche, poi formalizzate nel coefficiente UEFA dagli anni ’80. L’Italia, tra le federazioni d’élite, ha spesso beneficiato di più slot grazie al peso del proprio movimento e all’alta competitività dei club in quegli anni. 

Il dominio italiano tra anni ’80 e ’90: un periodo d’oro per la Serie A 

Tra il 1989 e il 1999 i club italiani hanno conquistato 8 edizioni su 11, con finali tutte italiane nel 1990, 1991, 1995 e 1998 e protagoniste storiche come Juventus, Inter, Napoli e Parma, un’epoca che ha sancito lo status europeo della Serie A e rafforzato il suo peso nei posti UEFA. Questo dominio ha reso la “Coppa UEFA” un terreno naturale per il successo italiano, influenzando indirettamente la percezione su quante squadre vanno in Europa League dalla Serie A nel medio periodo. 

La fusione con la Coppa delle Coppe (1999) e le prime grandi riforme 

Nel 1999 la Coppa delle Coppe viene abolita e le sue partecipanti confluiscono nella Coppa UEFA, espandendo il torneo e introducendo l’innovazione del “ripescaggio” delle terze classificate dai gironi di Champions nei sedicesimi della Coppa UEFA, elemento che ne alza ulteriormente il livello. L’aumento delle squadre e il meccanismo di retrocessione dalla Champions hanno ridefinito quali squadre vanno in Europa League e come le posizioni di campionato interagiscono con la coppa nazionale. 

La nascita dell’Europa League (2009): obiettivi e prime modifiche al formato 

quante squadre italiane vanno in europa league - La nascita dell’Europa League (2009): obiettivi e prime modifiche al formato

Dal 2009 la Coppa UEFA diventa UEFA Europa League, con l’obiettivo di renderla più spettacolare e appetibile ai diritti tv, ritarando la lista di accesso e la distribuzione federale dei posti con norme più chiare e stabili. Dal 2015, inoltre, la vincitrice dell’Europa League accede di diritto alla Champions League successiva, rafforzando il valore competitivo del torneo e la sua attrattiva per i club di vertice. 

Quante squadre italiane vanno in Europa League oggi (sistema 2021–2024) 

Nel ciclo 2021–2024 la domanda “quante squadre italiane vanno in Europa League” ha una risposta pratica: nella maggior parte degli scenari l’Italia assegna due posti all’Europa League, tipicamente uno alla vincitrice della Coppa Italia (con accesso diretto e priorità sul campionato) e uno alla miglior piazzata in Serie A immediatamente dopo le qualificate alla Champions, con possibili oscillazioni dovute a incastri tra trofeo nazionale, posizione in classifica e posti extra Champions derivanti dal ranking stagionale UEFA. In questo periodo, la distribuzione dei posti europei è stata fortemente regolata dalla lista d’accesso UEFA e dalle combinazioni tra risultati in Coppa Italia e piazzamenti in Serie A: se la vincitrice della Coppa Italia è già qualificata in Champions tramite il campionato, il suo “slot” in Europa League scorre alla successiva posizione utile di Serie A; se invece la vincitrice è fuori dalle prime posizioni, entra comunque in Europa League e spinge verso la Conference la squadra che altrimenti avrebbe preso quel posto dalla classifica. Inoltre, l’Italia ha conosciuto casi di 8 squadre complessive nelle coppe grazie al posto extra Champions guadagnato dal ranking stagionale, il che ha ridistribuito a cascata gli accessi e, in alcune annate, ha modificato quale piazzamento di campionato conducesse a Europa League o Conference League. In sintesi operativa per il triennio: 1º–4º in Champions, quante squadre in Europa League vincitrice di Coppa Italia in Europa League, e tra 5º–7º piazzamento ripartizione tra Europa League e Conference in base agli incastri stagionali, con l’ulteriore influenza del percorso “retrocesso” dalla Champions previsto dal regolamento allora vigente sulla struttura dei playoff di Europa League. 

L’introduzione della UEFA Conference League (2021): un cambiamento radicale 

Nel 2021 nasce la UEFA Conference League, che riduce la fase a gironi di Europa League da 48 a 32 squadre e sposta una parte significativa dei percorsi preliminari nella nuova terza competizione, razionalizzando gli accessi e alzando il livello medio dell’Europa League, con riflessi diretti su quante squadre italiane vanno in Europa League ogni stagione. A livello di struttura, fino al 2023/24 l’Europa League si è articolata in due turni preliminari, fase a gironi da 8 gruppi di 4 squadre e spareggi tra seconde di Europa League e terze classificate dai gironi di Champions per definire le qualificate agli ottavi. 

I criteri di qualificazione specifici per le squadre italiane di Serie A 

Per i campionati top (tra cui la Serie A), i posti in Europa League sono legati alla posizione in classifica immediatamente successiva alle qualificate in Champions e al risultato della Coppa Italia, con accesso diretto ai gironi per la vincitrice del trofeo nazionale nelle federazioni di vertice, aspetto centrale per capire quante squadre italiane vanno in Europa League. In termini pratici recenti, l’Italia ha generalmente garantito un posto Europa League alla vincitrice della Coppa Italia e uno (o due, a seconda dei posti Champions e incastri) alle squadre immediatamente successive in campionato, mentre altre vie includono retrocessioni dalla Champions nei turni previsti e il posto per l’eventuale detentore della Conference se non già qualificato a coppe superiori. 

  • Vincitrice Coppa Italia: accesso diretto in Europa League con priorità sul campionato nelle federazioni top, incidendo sulla redistribuzione dei posti di Serie A. 
  • Posti di campionato: tipicamente il 5º piazzato (e/o 6º, a seconda di combinazioni con Champions e Coppa Italia) accede all’Europa League, con l’ulteriore incidenza del ranking stagionale che può concedere un posto extra Champions e spostare a cascata le qualificazioni. 
  • Retrocessioni dalla Champions: squadre eliminate nei passaggi previsti dei preliminari o le “terze” dei gironi (nel sistema fino al 2023/24) entrano nel percorso Europa League, condizionando il tabellone e i playoff. 
  • Detentore Conference League: se non già qualificato a Champions/Europa League attraverso altre vie, ottiene un posto in Europa League, influenzando il numero finale di squadre per nazione. 

La struttura della competizione (fino alla stagione 2023/24) 

  • Turni preliminari più snelli: da 5 a 2 dopo l’introduzione della Conference League. 
  • Fase a gironi: 8 gruppi da 4 squadre. 
  • Playoff “seconde vs terze”: spareggi tra le seconde dei gironi di Europa League e le terze provenienti dai gironi di Champions per l’accesso agli ottavi. 

Le novità dal 2024/25: il nuovo formato e cosa cambia per la Serie A 

Le novità dal 2024/25: il nuovo formato e cosa cambia per la Serie A - quante squadre italiane vanno in europa league

A partire dalla stagione 2024/25 l’Europa League adotta una riforma strutturale che cambia profondamente la fase principale del torneo, pur lasciando sostanzialmente invariati i meccanismi di accesso per le federazioni di vertice come la Serie A, punto cruciale per capire quante squadre italiane vanno in Europa League. La UEFA sostituisce la tradizionale fase a gironi con una “fase di lega” allargata e introduce una nuova architettura di qualificazione agli ottavi, con l’obiettivo di aumentare qualità media, varietà degli avversari e rilevanza di ogni partita nel calendario internazionale. Per i club italiani questo significa confrontarsi con un percorso più competitivo ma anche più meritocratico, dove la posizione finale nella League Phase determina in modo più netto l’avanzamento, mentre scompare il meccanismo di “retrocessione” verso altre coppe dopo la fase principale. Dal punto di vista dei posti, l’Italia continua a qualificare le squadre tramite piazzamento in Serie A immediatamente dopo quelle destinate alla Champions League e tramite la vincitrice della Coppa Italia, che mantiene il diritto d’accesso in Europa League nelle federazioni top, con eventuali riassegnazioni a cascata se già qualificata a una competizione superiore. 

Il formato a girone unico (League Phase): un passaggio epocale 

Dal 2024/25 la fase a gironi viene sostituita da una “League Phase” a girone unico con 36 club, in cui ogni squadra gioca 8 partite contro 8 avversarie diverse (4 in casa e 4 in trasferta), con sorteggio basato su 4 urne di seeding, un contesto che incide anche su come si interpreta quante squadre italiane vanno in Europa League. Le prime 8 in classifica passano direttamente agli ottavi; le squadre dal 9º al 24º disputano i playoff per accedere agli ottavi; le ultime 12 vengono eliminate senza retrocessione ad altre coppe, segnando la fine della “discesa” dalla Europa League verso competizioni inferiori dopo la League Phase. 

In sintesi: 36 squadre, 8 gare ciascuna, top-8 direttamente agli ottavi, 9º–24º ai playoff, nessuna retrocessione verso coppe minori dopo la fase di lega. 

Impatto sui criteri di qualificazione per la Serie A: quante squadre vanno in Europa League con il nuovo sistema? 

Quante squadre vanno in Europa League serie A: Il cambio di formato non altera sostanzialmente le vie di accesso per la Serie A: restano centrali la posizione in campionato immediatamente dopo le qualificate alla Champions e il diritto della vincitrice di Coppa Italia all’accesso Europa League, informazione chiave per capire quante squadre italiane vanno in Europa League. In pratica, nel quadro standard la Serie A assegna 7 posti complessivi alle coppe europee (4 Champions, 2 Europa/Conference secondo incastri e 1 per la Coppa Italia), con possibilità di arrivare a 8 o 9 italiane in Europa in caso di posto extra Champions da ranking stagionale o combinazioni particolari tra Coppa Italia e Conference League. Nella stagione 2024/25, ad esempio, l’Italia ha avuto 8 squadre nelle coppe, grazie anche al posto extra Champions guadagnato tramite ranking e agli incastri di classifica e trofei. 

  • Regola chiave: la vincitrice della Coppa Italia entra in Europa League e può “scalzare” una posizione di campionato, qualora non fosse già nelle prime posizioni, riassegnando a cascata i posti europei. 
  • Posti di campionato tipici: 1º–4º in Champions; 5º e/o 6º in Europa/Conference in base agli incastri con Coppa Italia e a eventuali posti extra Champions; 7º verso Conference se liberato un posto Europa dalla Coppa Italia. 

Quante squadre italiane vanno in Europa League? La risposta operativa 

  • Nello scenario “standard” per una federazione top come l’Italia, vanno in Europa League: la vincitrice della Coppa Italia e la miglior piazzata in Serie A immediatamente successiva alle qualificate in Champions, con possibili variazioni a seconda di posti extra Champions e percorsi di Conference. 
  • Il numero “2” è la baseline più frequente in assenza di eccezioni: una tramite Coppa Italia + una dalla classifica (5º posto), mentre l’allocazione della seconda posizione di campionato può trasformarsi in Conference in caso di incastri particolari (ad esempio se la vincitrice di Coppa è già in alta classifica o se il quadro dei posti Champions varia). 
  • Esempi recenti mostrano come i posti possano oscillare e come l’Italia possa raggiungere 8 o più partecipanti complessivi alle coppe con combinazioni di ranking stagionale e risultati nelle altre competizioni. 

Quante squadre italiane vanno in Europa League: Critiche e discussioni sulla formula dell’Europa League 

Quante squadre italiane vanno in Europa League: Critiche e discussioni sulla formula dell’Europa League

Nel tempo, chi va in Europa serie A la formula dell’Europa League ha generato un confronto acceso tra addetti ai lavori, club e tifosi, oscillando tra l’esigenza di valorizzare il merito sportivo domestico e quella di garantire una competizione internazionale di alto profilo tecnico e commerciale, anche in relazione a quante squadre italiane vanno in Europa League ogni stagione. Le riforme degli ultimi decenni – dalla fusione con la Coppa delle Coppe al rebranding del 2009 fino alla recente introduzione della League Phase – sono state pensate per bilanciare spettacolarità, prevedibilità del calendario e fair play competitivo, ma hanno anche introdotto nodi discussi come i meccanismi di accesso “a cascata” tra le coppe e la gestione dei posti legati ai ranking UEFA. La riduzione della fase a gironi nel 2021 e l’allargamento a 36 squadre dal 2024/25 rispondono alla richiesta di partite più rilevanti e di maggiore varietà di avversari, tuttavia sollevano interrogativi su densità del calendario, distribuzione dei ricavi e divari tra club con coefficienti alti e medio-piccoli. In parallelo, la centralità della lista d’accesso e dei coefficienti nazionali e di club alimenta il dibattito sull’effetto “cristallizzazione” delle gerarchie europee, con il rischio che la competizione premi in modo strutturale chi parte da posizioni avvantaggiate, pur mantenendo margini di mobilità grazie ai risultati pluriennali. 

Il tema del ripescaggio dalla Champions League 

Storicamente il ripescaggio di club dalla Champions (le “terze” dei gironi nel vecchio format) ha alimentato il dibattito sulla correttezza competitiva, poiché molte retrocesse hanno poi vinto l’Europa League, con ricadute anche sulla percezione di quante squadre italiane vanno in Europa League e sulla “seconda chance” considerata troppo premiata. Dal 2021 è stato introdotto uno spareggio addizionale tra seconde di Europa League e terze di Champions (nel vecchio sistema) per mitigare lo sbilanciamento, in parallelo con la riforma complessiva che dal 2024/25 ridefinisce la League Phase e i playoff. 

Tabella rapida: chi va in Europa dalle posizioni di Serie A (indicativo) 

  • 1º–4º: Champions League. 
  • Vincitrice Coppa Italia: Europa League (accesso diretto; priorità sul campionato). 
  • 5º: normalmente Europa League, salvo incastri con Coppa Italia o posti extra. 
  • 6º–7º: verso Europa League o Conference in base agli incastri (Coppa Italia, posto extra Champions, detentori Conference), con frequenti oscillazioni negli ultimi anni. 

Nota: esempi stagionali e articoli di scenario 2024/25–2025/26 confermano che le combinazioni possono portare fino a 8–9 club italiani nelle coppe, ma la baseline resta 7 posti complessivi e circa 2 slot per l’Europa League. 

Quante squadre italiane vanno in Europa League: Domande frequenti (FAQ) 

  • Quante squadre vanno in Europa League dalla Serie A? 
    Tipicamente due: la vincitrice della Coppa Italia e la migliore piazzata dopo le qualificate in Champions; possibili variazioni per incastri, posti extra e detentori Conference. 
  • La vincitrice della Coppa Italia va sempre in Europa League? 
    Sì, nelle federazioni top dà accesso diretto all’Europa League e, se finisce fuori dalle prime posizioni, riassegna a cascata i posti europei di campionato. 
  • Le squadre “retrocesse” dalla Champions entrano in Europa League? 
    Nel sistema fino al 2023/24 le terze dei gironi di Champions disputavano uno spareggio con le seconde di Europa League; dal 2024/25 vige la League Phase a 36 squadre e playoff 9º–24º, con struttura aggiornata e senza retrocessione post-League Phase verso altre coppe. 
  • Che cos’è il nuovo format 2024/25 dell’Europa League? 
    Una League Phase a 36 squadre con 8 partite a club; top-8 agli ottavi, 9º–24º ai playoff, ultime 12 eliminate. 
  • Quante italiane possono andare complessivamente in Europa? 
    La baseline è 7 posti; scenari da 8 o 9 sono possibili con posto extra Champions da ranking stagionale e specifiche combinazioni di Coppa Italia e Conference League. 

Il prestigio continuo dell’Europa League per il calcio italiano 

L’Europa League resta una vetrina prestigiosa per i club italiani, sia per il valore sportivo sia per la porta d’accesso garantita alla Champions per la vincitrice, con impatti economici e reputazionali rilevanti. Nel presente, la domanda “quante squadre italiane vanno in Europa League” trova una risposta operativa: di norma due, con la Coppa Italia che gioca un ruolo chiave e la classifica di Serie A che completa il quadro, mentre il nuovo formato 2024/25 innalza ulteriormente la qualità e la prevedibilità competitiva della fase principale. Con la League Phase a 36 squadre e regole di accesso sostanzialmente immutate per la Serie A, l’Italia continuerà a essere protagonista, con oscillazioni di numero complessivo dei partecipanti legate al ranking stagionale e agli incastri tra coppe e campionato.